MOROCCO AS YOU HAVE ALWAYS DREAMED OF
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Due o tre cose da sapere prima di arrivare in Marocco

1. Passaporto

Arrivando dall’Italia il passaporto è necessario. Deve essere in corso di validità per almeno 6 mesi a far conto dalla data di arrivo. Dunque, se arrivi il 27 ottobre, il passaporto non può scadere prima del 27 aprile.

2. Igiene

Il Marocco ha molte risorse idriche, ma è pur sempre un paese africano. Attenzione dunque all’igiene. Non è prudente bere acqua dal rubinetto o dalle fontane, anche quando si tratta di acqua potabile. Meglio lavarsi i denti con acqua imbottigliata.

3. Soldi

In tutte le città sono accettate carte bancarie e di credito dei principali istituti. Meglio però avere anche un po’ di contanti se si vuole fare acquisti nei souk o se si esce dalle città

4. Cambio

Il Dirham, la valuta marocchina, non è esportabile. È possibile cambiare all’arrivo, negli aeroporti, dove funzionano gli sportelli autorizzati. Gli sportelli per il cambio sono comunque numerosissimi in tutto il Marocco.

5. Taxi

Occorre distinguere tra i ‘petit taxi’ e i ‘grand taxi’; i piccoli sono autorizzati a girare entro i confini della città e possono trasportare fino a tre clienti contemporaneamente, gli altri, quelli che sono vecchie mercedes, possono portare tante persone quante riescono a sistemarsi e sono autorizzati ad uscire dalla città. Se si amano le emozioni forti, il grand Taxi fa per voi, altrimenti lasciate perdere e affidatevi piuttosto a una società di noleggio auto con conducente. Tra l’altro, in alcune città come per esempio a Casablanca, funziona Uber.

Chiedete sempre di mettere in funzione il tassametro, se il tassista non è disposto a farlo, e voi non volete sollevare il caso chiamando la polizia, accordatevi sul prezzo prima di salire in auto. E ricordate che, a norma di legge, il conto sale in base ai chilometri percorsi, non al tempo impiegato per raggiungere la meta.

6. Riad/hotel

Per apprezzare al meglio l’atmosfera marocchina, è preferibile soggiornare in un riad, la tipica casa patrizia marocchina, con il patio dove si trova una fontana e un piccolo giardino, oppure in una kasbah, le costruzioni fortezza fatte di paglia e fango. I riad sono tipici delle città e si trovano nella medina, le kasbah sono costruzioni del Sud del Marocco.

7. Islam

Ricordate sempre che il Marocco è un paese musulmano. Il rito malichita che vi si professa è il più tollerante di tutti, non ci sono divieti, ma presentatevi sempre con un abbigliamento consono. I non musulmani non possono visitare che alcune moschee, come quella di Casablanca intitolata ad Hassan II, per il resto, una legge civile imposta dai francesi ne vieta l’accesso ai turisti.

8. Prezzi e trattativa

Allah mette un vento tra chi vende e chi compra, si dice in arabo. L’abilità consiste nel dirigere il vento a proprio favore. Se non vi sentite portati per la trattativa, scegliete i bazar a prezzi fissi, sono centri artigianali dove non c’è bisogno di discutere. In ogni altro punto della città, artigiani e commercianti sono pronti ad offendersi se non intavolate una bella discussione sul prezzo. Divertitevi.

9. Preghiera

La preghiera ricorre cinque volte al giorno ed è preceduta dalle abluzioni e dalla chiamata del muezzin. Quando il muezzin invita i fedeli, salite su una terrazza e godetevi il richiamo canoro che passa da minareto a minareto.

10. Lingua

La lingua ufficiale del Marocco è l’arabo, il francese è la seconda lingua. A nord, lungo tutta la costa si parla spagnolo. L’inglese fuori dalle grandi città è poco praticato. Perciò, armatevi di pazienza e imparate un frasario di base con gli elementi minimi utili per una conversazione.

11. Deserto

Il deserto è un posto magico, ma ha bisogno di grande attenzione e rigore. Ci si arriva piano piano, per cui è sconsigliabile prevedere di fare un’escursione dalle principali città. Marrakech, la più vicina, dista 640 chilometri dalle prime dune. E non sono di autostrada. Meglio partire con l’idea che ci vogliono almeno tre giornate per passare una notte sulla sabbia. Ne vale la pena, non sprecate l’occasione.

12. Dromedari

Arrivare fino al bivacco sulle dune a dorso di dromedario è il modo più autentico per apprezzare il silenzio. Il dromedario – sentirete dire – è il vero quad del deserto. Lasciate le jeep e le moto lì dove finisce l’asfalto. Il dromedario non inquina.

13. Fotografare

Paesaggi belli da mozzare il fiato, abitudini diverse da quelle occidentali, colori meravigliosi. A tutto si aggiunge una luce di taglio. Impossibile non scattare fotografie. Ma attenzione per i ritratti occorre avere il permesso, non tutti sono d’accordo. Una mancia convince i più aperti, ma chi dice no va rispettato.

14. Ecologia

Attenti allo spreco dell’Acqua, come solo in Africa si può essere, i marocchini sono diventati da poco sensibili anche al tema dell’inquinamento ambientale. La campagna Zero mika (niente sacchetti di plastica) partita a luglio 2016 ha introdotto il primo passo verso la raccolta differenziata che però stenta a decollare.

15. Internet

Il Marocco è quasi interamente coperto dal wifi. La rete è ovunque, persino in alcuni punti del Sahara.

16. Tè alla menta

È il whisky berbero. In tutto il paese ne bevono ettolitri al giorno. È tè verde, caramellato, servito con foglie di menta rinfrescante.

Attenzione alle insidie: spesso nel bicchiere finisce un intero rametto di menta, con la terra attaccata alle radici. Può essere pericoloso.

17. Cous cous e Tajine

Sono i principali piatti della cucina marocchina. Il cous cous è fatto di grani di semola cotti al vapore di un brodo molto speziato. Di solito contiene carne, ma dipende dalla stagione. Può essere fatto in versione vegetariana su richiesta. Il top è rappresentato dal cous cous royal, che è condito con cipolle caramellate.

Il Tajine è un contenitore di coccio (ma se ne trovano anche in alluminio) che serve per la cottura di cibi di ogni tipo, dall’uovo, alla carne, al pesce, alle verdure. Come il tandori indiano indica anche un modo di cottura. Il cibo viene stufato dentro la terracotta con il suo stesso vapore. È condito con un miscuglio di spezie che può anche essere piccante. Contiene spesso i limoni in salamoia che conferiscono al piatto un carattere deciso.

18. Vegetariani

La carne è il piatto prelibato, riservato agli ospiti. Ma in tutto il Marocco esisto pietanze vegetariane, come in tutte le società contadine. I ristoratori sulle tratte del turismo sono molto sensibili e provvedono a preparare sempre qualcosa di vegetariano, anche se non sempre si vede dal menù. In ogni riad le cucine sono a piccola conduzione, quindi è possibile chiedere piatti vegetariani.

19. Gatti e altri animali

I gatti sono molto amati in Marocco, a differenza dei cani. Questioni religiose, dicono. E anche di educazione. Gli asini sono trattati molto male, le associazioni animaliste lottano strenuamente per difenderli dai carica pesantissimi cui sono sottoposti. La coscienza animalista, soprattutto nelle grandi città, è in rimonta.

20. Feste comandate

Il Marocco è un paese a vocazione turistica, dunque pur essendo musulmano, segue comunque il ciclo delle feste più conosciute. Non sorprendetevi dunque se Natale e Capodanno figurano in alta stagione.

OrodelDeserto

orodeldesertomarocco@gmail.com

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