MOROCCO AS YOU HAVE ALWAYS DREAMED OF
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Provincia di Sidi Ifni, Souss-Massa-Draâ, Marocco
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Questo viaggio da Marrakech a Marrakech rappresenta un insieme di viaggi. Un percorso che descrivendo un cerchio, da Nord a Sud, è anche una specie di carotaggio della storia millenaria del Marocco con le tracce lasciate dai Fenici (a Essaouira) e quelle dell’antica Roma (Volubilis) e la cultura delle città imperiali (Fes, Meknes, Marrakech). Lingue e costumi delle tribù berbere si intrecciano con i simboli dell’Islam e quelli ebraici fino a sovrapporsi come nel caso della Mano di Fatima gioiello religioso che allontana l’invidia degli occhi.

Tempo necessario: 29 notti, 30 giornate

Primo giorno – L’arrivo a Marrakech 

Incontro all’aeroporto con la guida, sistemazione in riad. Visita della città antica. Cena e pernottamento in riad.

Secondo giorno – Marrakech / Ait Benhaddou 

Si parte di buon mattino, per l’ora di pranzo si arriva ad Ait Ben Haddou. Da solo lo ksar, il villaggio fortificato, vale il viaggio; rientra nei siti patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Si scavalla l’Atlante attraverso il passo del Tiz’n Tichka (2.260 m.), poi si scende verso Sud, verso il deserto. Il paesaggio è bello, il rosso delle rocce vicino a Marrakech lascia presto il posto al giallo predesertico. Si cena e si dorme in riad ad Ait Benhaddou.

Terzo giorno – Ait Benhaddou / Skoura

Si riparte in direzione Skoura. Si fa tappa a Ouarzazate, si visita la kasbah di Taurirt e la cittadina un tempo caravanserraglio oggi snodo turistico e Hollywood d’Africa.

Tutta la valle è punteggiata di kasbah, le costruzioni in fango e paglia che sembrano castelli e sono molto simili alle kasbah yemenite. Nel bel mezzo del palmento sorge uno di questi castelli meglio conservati, la kasbah di Amerhidil. Si dorme in riad a Skoura.

Quarto giorno – Skoura / Boumalne Dadès

Partenza per Boumalne Dades. Si attraversa la valle delle rose, dove si raccolgono le rose damascene che servono per la produzione di cosmetici, e la valle delle mille kasbah. Cena e pernottamento in hotel a Boumalne Dadès.

Quinto giorno – Dadès / Merzouga

Si riprende il cammino verso il deserto. Si attraversano palmeti e oasi rigogliose, microsistemi di agricoltura intensiva, intanto il paesaggio intorno si fa brullo. Si visitano le Gole del Todra e Tinehrir, centro minerario e snodo per la lavorazione dell’argento. Poi, via Rissani, si raggiunge Merzouga, una delle porte del deserto. Si cena e si pernotta in hotel.

Sesto giorno – Merzouga

Dopo la prima colazione, con il 4×4 si fa un tour fino ai giacimenti di fossili, conchiglie e molluschi, tracce del mare che 10 milioni di anni fa ricopriva il deserto. Si passa poi per piccoli villaggi come Tissrdmin e Kamlia, percorrendo la strada che un tempo era il tracciato della Parigi – Dakar. Da qui ci si dirige al lago Dayet Srji con i suoi fenicotteri rosa. Si prosegue in 4×4 fino al bivacco, ai piedi di Erg Chebby.

Settimo giorno – Merzouga / Agdz

Si ritorna sulla strada asfaltata per raggiungere Agdz. Lungo il percorso si attraversano piccoli villaggi che di oasi in oasi accompagnano il viaggiatore. Si arriva a N’Kob e da qui, via Tazzarine e Agdz, nella valle del Draa. Pochi chilometri oltre c’è per così dire “la madre” di tutte le Kasbah, Tamnougalt, scelta da Bertolucci per girare gran parte delle scene del Te nel deserto. Dalle terrazze della kasbah si ammira il maestoso Jebel Saghro. Cena e notte ad Agdz.

Ottavo giorno – Agdz 

Giornata di relax ad Agdz, in una kasbah con piscina.

Nono giorno – Agdz / Zagora

Da Agdz si procede lungo la valle del Draa con l’immenso palmeto, 400 chilometri quadrati di palme da dattero che accompagnano il viaggio fino a Zagora. Si visita la medina coperta di Tissergat; si cene e si pernotta a Zagora.

Decimo giorno – Zagora / Tamegroute / Chegaga

Si visita Zagora, il suo souk e il murales che indica in 52 giorni il percorso mancante fino a Timbouctou. Zagora è l’ultimo avamposto prima del deserto. Si fa tappa a Tamegroute, dove c’è una rinomata scuola coranica che conserva oltre 4000 antichi testi religiosi e trattati scientifici. Si procede per M’hamid fino alla fine dell’asfalto e poi da qui per Chegaga dove con il 4×4 si raggiunge il bivacco.

Si cena e si dorme al bivacco.

Undicesimo giorno – Chegaga / Foum-Sguid

Sulla pista che collega Chegaga a Foum Sguid è facile trovare animali selvatici. Per arrivare a Foum Sguid ultimo avamposto prima della sabbia, ci sono 200 km di strada da percorrere. Da questo punto inizia il territorio conteso tra francesi e spagnoli.

Cena e pernottamento in riad.

Dodicesimo giorno – Foum-Zguid /Tata 

Da Foum Sguid si attraversa Tiznit, Akka e si arriva a Tata, dove si cena e si dorme. Si può fare tappa alla cascata di Tassant, spettacolare per i giochi d’acqua.

Tredicesimo giorno – Tata / Akka / Guelmin / Sidi Ifni

Da Tata si procede per Guilmin e si dorme a Sidi Ifni.

Il percorso fino a Sidi Ifni è particolarmente struggente, a ridosso dell’Oceano, lungo la costa, con guarnigioni militari e avamposti che segnano il confine. La strada si chiama Aglou, che traduce il termine strada costiera. Questa era zona francese, molto vicina però a Sidi Ifni, l’enclave spagnola.

Cena e pernottamento in hotel.

Quattordicesimo giorno – Sidi Ifni / Mirleft

Si visita l’oasi Taghgiset e lungo la strada si incrociano le prime piante di Argan. A Mirleft, piccolo villaggio di pescatori, c’è un santuario sulla spiaggia che ha più o meno tre secoli ed è considerato efficace per le malattie nervose e mentali.

Si cena e si dorme a Mirleft, in una kasbah hotel.

Quindicesimo giorno – Mirleft / Taghazout / Taroudant

Lasciata Mirleft, dopo la prima colazione, si prende la strada costiera in direzione di Agadir. Si entra nel bel mezzo della piana degli Argan, oggi patrimonio dell’Umanità Unesco. Ci si ferma a Taroudant, impropriamente detta la piccola Marrakech, per le mura che ne circondano la medina.

Si cena e si dorme qui in riad.

Sedicesimo giorno – Taroudant  

Giornata di relax a Taroudant.

Si cena e si dorme qui in riad .

Diciassettesimo giorno – Taroudant / Agadir / Essaouira

Da Taroudant si raggiunge la costa, ad Agadir, porto commerciale di grande importanza oggi. È tutto un susseguirsi di scogliere e villaggi di pescatori: sono i luoghi cari agli hippies, alla fine degli Anni ’60 e poi divenuti paradiso dei surfisti. Dopo Kalangure in India e Kuta in Indonesia, Taghazout, a 16 chilometri da Agadir, è la terza tappa per gli amanti della tavola a vela.

La meta è Essaouira, la città bianca. Per arrivarci, da Agadir si percorre un ambiente unico al mondo, la grande distesa degli Argan. L’argania spinosa è una pianta autoctona che cresce solo in questa parte del pianeta. Un esemplare simile trovato in Messico non dà però frutti. Dall’argania si produce l’olio di Argan che ha usi cosmetici e anche alimentari. Cena e pernottamento in riad ad Esaouira.

Diciottesimo giorno – Essaouira

Circondata da mura portoghesi, rifatte dallo stesso architetto che progettò Saint Malo, Essaouira conosciuta fin dai Fenici è uno dei posti più romantici e struggenti del Marocco. Da questo porto, dove nell’antichità partivano le navi cariche di porpora, più recentemente sono salpati bastimenti carichi di schiavi. Il clangore delle catene si sente quasi nella piazza dove si battevano all’asta gli uomini neri e dove oggi si sorteggia ottimo te alla menta, nei bar alla moda.

Cena e notte in riad.

Diciannovesimo giorno – Essaouira / Safi / Oualidia 

La strada costiera atlantica è fra le più belle: a volte costeggia la spiaggia, a volte si alza sulle scogliere offrendo panorami spettacolari. Sulle spiagge spesso isolate non è raro vedere cammelli e capre. Si procede fino a Oualidia, centro balneare molto frequentato per le sue acque sicure, protette come sono da una vasta laguna. Qui si allevano ostriche e altri molluschi che alimentano una fiorente attività di esportazione.

Cena e pernottamento in hotel.

Ventesimo giorno – Oualidia 

Giornata di relax. Cena e pernottamento in hotel.

Ventunesimo giorno – Oualidia / Jadida / Casablanca / Rabat 

Da Oualidia si procede via costa per El Jadida. Citata da Plinio il Vecchio e dall’antico geografo Tolomeo, l’antica Mazighan ha oggi l’impronta che hanno voluto dare gli ultimi colonizzatori, i portoghesi. Intorno, il paesaggio è collinare, fitto di vigneti. Si prosegue per Casablanca, la capitale economica, si visita alla moschea Hassan II, la più grande del Maghreb e anche l’unica che consente l’ingresso ai visitatori non musulmani. Subito dopo, si parte alla volta di Rabat, capitale politica e amministrativa, con la sua kasbah degli Oudaias, il Mausoleo di Mohammed V e la Torre Hassan. Pernottamento e cena a Rabat, in riad.

Ventiduesimo giorno – Rabat / Meknes 

Visitata Rabat, si parte per Meknes, la più piccola delle città imperiali. Si visita il centro storico di Meknes, la medina e il souk. Cena e pernottamento a Meknes, in riad.

 

Ventitreesimo giorno – Volubilis / Moulay-Idriss / Fes

   Si parte da Meknes dopo la prima colazione e si percorre la strada ordinaria per arrivare a Fes. Lungo la strada per Fes si visita Volubilis, antica capitale romana di questa parte dell’impero.

Proprio di fronte alle rovine romane si trova il mausoleo di Moulay Idriss, l’uomo che ha “importato” l’islam in Marocco. Il posto è venerato e sacro quasi quanto La Mecca. Poi, si raggiunge Fes.

Cena e pernottamento in riad a Fes. 

Ventiquattresimo giorno – Fes

Visita guidata della città. Fes è stata fondata nell’808 da un discendente del profeta Maometto, uno “cherif”, vale a dire un signore e un santo. La città vecchia, la medina, è rimasta praticamente immutata dal nono secolo a oggi. È un museo a cielo aperto, dove il tempo sembra essersi fermato. La sua medina, la più grande e famosa di tutto il mondo arabo, è un labirinto di colori, dove si può circolare solo a piedi, e ci sono vie talmente strette che si fatica a passarci in due.

Cena e pernottamento in riad a Fes.

Venticinquesimo giorno – Fes / Ifrane / Azrou / Khenifra

Si parte per il Sud, verso Marrakech. Prima tappa: Ifrane, la Svizzera del Marocco, centro turistico di montagna costruito dai francesi negli Anni ’30. Lungo la strada si incontra anche Azrou, borgo di origine berbera, situato nel cuore di un parco naturale di 53.000 ettari su un altopiano calcareo delimitato da foreste di cedri e lecci. Si prenderà poi la strada che si arrampica sul Medio Atlante fino a Zahida. Si arriva via Khenifra, a Beni Mellal in pieno Atlante, per la cena e il pernottamento.

Ventiseiesimo giorno – Beni Mellal / Marrakech

Partenza dopo la prima colazione per l’ultimo tratto del tour che ci riporta a Marrakech.

Ventisettesimo giorno – Marrakech

Visita della città nuova. Pomeriggio libero. Cena e pernottamento in riad.

Ventottesimo giorno – Marrakech

Giornata di relax a Marrakech

Cena e pernottamento in riad.

Ventinovesimo giorno – Marrakech

Giornata di relax a Marrakech

Cena e pernottamento in riad.

Trentesimo giorno – Il rientro

Accompagnamento all’aeroporto di Marrakech per il volo di rientro. Fine del nostro servizio.

Itinerario: 

1. Marrakech
2. Marrakech – Ait Benhaddou
3. Ait Benhaddou – Ouarzazate – Skoura
4. Skoura – Boumalne Dadès
5. Dadès – Merzouga
6. Merzouga
7. Merzouga – Alnif – N’Kob – Agdz
8. Agdz
9. Agdz – Zagora
10. Zagora – Tamegroute – Chegaga
11. Chegaga – Foum-Zguid
12. Foum-Zguid – Tata
13. Tata – Akka – Guelmin – Sidi Ifni
14. Sidi Ifni – Mirleft
15. Mirleft – Taghazout – Taroudant
16. Taroudant
17. Taroudant – Agadir – Essaouira
18. Essaouira
19. Essaouira – Safi – Oualidia
20. Oualidia
21. Oualidia – Jadida – Casablanca – Rabat
22. Rabat – Meknes
23. Meknes – Volubilis – Moulay-Idriss – Fes
24. Fes
25. Fes – Ifrane – Azrou – Khenifra
26. Beni-Mellal – Marrakech
27. Marrakech
28. Marrakech
29. Marrakech
30. Il rientro da Marrakech

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